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12-08-2019 - Tre imprese di autotrasporto catanesi confiscate
E’ di questi giorni la notizia che la Corte di Appello di Catania ha definitivamente deciso per la confisca di tre società facenti capo a Vincenzo Ercolano, dopo che stessa Corte ha chiarito il suo ruolo di referente di Cosa Nostra all’interno del settore del trasporto su strada, in particolare nel mercato della cittadina di Fondi.


Il tutto è iniziato quanto, nel 2006 le autorità avevano dapprima dato avvio all'operazione Sud Pontino prima e Caronte poi, attraverso le quali è stata scoperta un’organizzazione mafiosa operante nel mercato ortofrutticolo di Fondi, in provincia di Latina, tramite un sodalizio tra Cosa Nostra siciliana e la Camorra.

Fulcro dell'operazione era la società di autotrasporto con sede in Sicilia denominata Geotrans e gestita da Vincenzo Ercolano che, secondo gli inquirenti aveva il controllo dell'autotrasporto di ortofrutta al mercato di Fondi, uno dei più grandi d'Italia, imponendo il monopolio della società Geotrans con tariffe prestabilite.

Le indagini avevano pertanto portato al sequestro della Geotrans con la nomina di commissario, ma gli inquirenti hanno appurato che Ercolano ha continuato a gestire l'autotrasporto servendosi di altre società, anch’esse successivamente sequestrate e denominate Geotrans Logistica Frost (controllata dalla Geotrans), e la cooperativa R.C.L. costituita nel 2014 da alcuni dipendenti della Geotrans.

Con l’odierno decreto emesso dalla Corte di Appello di Catania, è stata disposta la confisca del il 100% delle quote, con relativo patrimonio aziendale, delle società Geotrans Srl, Geotrans Logistica Frost Srl, R.C.L. Società Cooperativa Arl e infine della società E.T.R. di Ercolano Cosima Palma – Impresa Individuale.

Con il medesimo provvedimento la Corte ha imposto a Vincenzo Ercolano la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di tre anni, oltre al versamento di una somma di 20.000 euro a titolo di cauzione e l’applicazione dei divieti previsti dal codice antimafia, ovvero l’impossibilità di conseguire licenze o autorizzazioni, concessioni di qualsiasi genere, iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi per la pubblica amministrazione e qualsiasi tipo di erogazione pubblica.