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02-01-2019 - #Controcorrente: la protesta degli autotrasportatori della “Granda” dovrebbe avere il sostegno dell’intera provincia

Invece sul divieto di transito ai mezzi oltre le 19 tonnellate lungo la Valle Roya, che i sindaci d’Oltralpe hanno imposto da 18 mesi, è mancata la solidarietà della politica e del territorio. Mentre i tir francesi e stranieri - secondo i rappresentanti di categoria - possono transitare sulla stessa strada senza problemi


La presentazione dell'iniziativa dei "Tir a passo di lumaca" da parte di Astra e Confartigianato Cuneo

Le proteste clamorose creano sempre disagi ai cittadini. Soprattutto quando si svolgono lungo le strade. Questa volta, però, non ci sentiamo di dare torto agli autotrasportatori dell’Astra e di Confartigianato Cuneo che, il 28 dicembre, hanno organizzato l’iniziativa dei “Tir a passo di lumaca” dalla frazione Trucco di Ventimiglia sino al confine italiano di Fanghetto e il ritorno al punto di partenza.
Per quale ragione? Quello che le aziende del settore chiamano “il divieto della vergogna”. In sostanza l’impossibilità per i mezzi italiani oltre le 19 tonnellate di percorrere la Valle Roya: decisione assunta, ben 18 mesi fa, in modo unilaterale e respingendo ogni proposta di dialogo, dai sindaci di Tenda, La Brigue, Breil, Fontan e Saorge. Con il paradosso che i tir francesi e stranieri - come dicono all’Astra - non sono soggetti a vincoli e possono transitare sulla stessa strada senza problemi.
Verrebbe da pensare a una ritorsione vera e propria senza averne precisato le motivazioni. Alla faccia dell’Europa unita, del libero scambio e del dialogo transfrontaliero. Perché gli autotrasportatori italiani erano disposti ad aprire un confronto con le autorità d’Oltralpe per trovare una soluzione condivisa. Ma dall’altra parte le porte sono rimaste chiuse. I francesi, anche per le ultime vicende sul Tenda bis, ci ritengono, e forse lo hanno sempre fatto, poco affidabili, tranne quando portiamo loro i soldi “turistici”. E, a volte, ci prendono a “pesci in faccia” pure in queste occasioni. Ma se c’è qualcuno che sbaglia, le imprese “sane” e i cittadini non hanno colpe.
Il divieto di percorrere la Valle Roya per i camion italiani rappresenta una mazzata pesantissima e un danno rilevante per l’intera economia della provincia di Cuneo. Non solo per gli interessi degli autotrasportatori che sono, comunque, costretti a viaggiare lungo strade alternative più lunghe e costose. I Governi del nostro Paese dell’ultimo anno e mezzo hanno dimostrato una debolezza enorme nei confronti di quello francese. Su questo divieto, così come per la manutenzione e il potenziamento delle corse riguardanti la Cuneo-Nizza ferroviaria.
E peggio ancora - secondo l’Astra - hanno fatto gli amministratori degli Enti locali della “Granda”. Infatti, nessuno di loro ha sostenuto le richieste dell’autotrasporto sul divieto. Anzi, ha prevalso il disinteresse. Un territorio può risolvere i problemi e ottenere dei risultati quando si presenta unito al sentire della politica. E già non sempre gli obiettivi vengono raggiunti. Figuriamoci quando chi ha delle difficoltà viene totalmente abbandonato.
Il “Tir-lumaca” rappresenta il disperato tentativo di una provincia “Granda” che lavora e investe di far sentire la propria voce. Dopo resta solo più la rassegnazione.

da TARGATOCN.IT