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21-12-2018 - Presentazione di PIattaformA33 e Manifestazione per l'abolizone del divieto della Verogna in valle Roya
Si è svolta ieri pomeriggio, alle ore 16.45 presso l'Astra Cafè di Cuneo la conferenza stampa indetta dall’AstraCuneo per affrontare due temi di basilare importanza per il settore dell’autotrasporto cuneese e del basso Piemonte: il completamento dell’Asti-Cuneo, con la presentazione della PiattaformA33, e la Manifestazione del colle di Tenda per opporsi al divieto della vergogna.


A spiegare la nascita ufficiale e formale di PiattaformA33 è prima di tutti Giovanni Brero, Ingegnerie da molti anni impegnato nello studio e analisi della vicenda. Da infatti diversi anni Brero, insieme a Domenico Monge, Amministratore delegato della Monge Spa, ed altri partner, lavorano dietro le quinte. Furono proprio loro, i primi a proporre la famigerata soluzione di completamento dell’autostrada Asti-Cuneo, con percorso fuori terra consigliando di abbandonare il passaggio in traforo, e rispolverando così un progetto del 1998. Ieri dalle quinte PiattaformA33 è sbucata sul palco e si è presentata ai microfoni: “Piattaforma perché è un ambiente ristretto dove la gente lavora, perché questo vuol essere un contenitore di imprenditori e cittadini che sono interessati al completamento della A33” spiega l’Ing. Gianni Brero che poi passa la parola a Domenico Monge. Monge è portavoce dell’Iniziativa, che si propone l’obiettivo di rappresentare un luogo di incontro, di informazione, di approfondimento e che avrà esplicazioni concrete in petizioni, convegni, analisi tecniche e di costi, nonché manifestazioni, il tutto a beneficio della comunità civica. “Abbiamo perdite per la nostra impresa di circa 200.000 € annui, per 9,5 km mancanti. Non credete sia un’assurdità? Possibile che fare 9,5 km di autostrada costi 350 milioni? Gli imprenditori tutti i giorni si impegnano in cantieri ed opere, dovessero sostenere questi costi avrebbero già chiuso. Per anni, aumentare i costi è servito per tenere sotto scacco le scelte sulla AT-CN. Dovremmo piuttosto adottare il modello Brennero” conclude Monge. Sull’argomento interviene anche l’Ing. Dario Alberto che evidenzia l’assurdità dei costi per la realizzazione dell’opera ma ricorda anche che vige un contratto, le parti in causa devono attenersi alla disciplina sulle Concessioni, che determina obblighi ed oneri per entrambe le parti contraenti. PiattaformA33 ha lanciato inoltre una petizione sul sito change.org, una raccolta firme che necessita del contributo di tutti per raggiungere un pubblico favorevole al completamente sufficientemente ampio da poter rivendicare le ragioni di un territorio ai vertici decisori, il governo in carica in primis.
La parola passa successivamente al Presidente AstraCuneo Diego Pasero, al Presidente di Confartigianato Trasporti provinciale e regionale Aldo Caranta, anche Vicepresidente Nazionale di Confartigianato Trasporti e al Segretario di AstraCuneo Guido Rossi. Tutti concordi nel voler scendere finalmente in piazza, dopo quasi un anno e mezzo dall’instaurazione del divieto ai veicoli superiori alle 19 ton. in valle Roya. “Faremo una manifestazione pacifica sfilando sul tratto di SS20 della valle Roya sul versante Ligure: questo per dimostrare che i comuni della Roya sono solo una parte di un territorio legato all’Italia e che perturbazioni alla viabilità da un lato o dall’altro del colle hanno ricadute sull’intera valle” dice Pasero. “Faremo una manifestazione che faremo sentire in tutti gli angoli, anche a Roma” spiega invece Aldo Caranta. La manifestazione avrà luogo venerdì 28 dicembre per tutta la mattina. “Vogliamo abbattere il divieto della vergogna, figlio di una scelta unilaterale e mai concordata dalla parte francese” conclude Guido Rossi che auspica che la politica italiana e Anas, prendano finalemnte l’iniziativa per attivare, come contrappeso provocatorio, il divieto delle 19 tonnellate anche sul versante ligure della SS20. Infine, parole di rammarico per l’isolamento in cui sono stati lasciati trasportatori e imprese artigiane: “I sindaco italiani della valle Vermenagna si sono schierati contro di noi, dimenticando che il turismo non esisterebbe se non ci fosse lavoro ed impresa, e scordandosi che la loro valle ospita una realtà come Buzzi, che da lavoro al territorio e considera il colle di Tenda sbocco fondamentale per la propria economia aziendale”.



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