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11-10-2018 - Autotrasporto ha perso 131 mln per crollo Morandi
Conftrasporto ha commissionato una ricerca a Isfort sulle conseguenze dell'interruzione dell'autostrada A10 a Genova, che causa agli autotrasportatori una perdita di oltre due milioni al giorno.


Durante la quarta edizione del Forum Internazionale di Cernobbio, Conftrasporto ha presentato i risultati di una ricerca dell'Isfort sulle conseguenze del crollo del ponte Morandi sull'autotrasporto. In poco meno di due mesi, spiega la società di ricerca, gli autotrasportatori hanno subito costi maggiori per 131 milioni di euro. Questa perdita coinvolge sia i veicoli industriali che usavano il cavalcavia Polcevera nell'attraversamento di Genova nell'ambito di lunghi percorsi nazionale e internazionali, sia quelli lo usavano per caricare o scarica nella città e nel suo porto. Il costo supplementare riguarda l'allungamento dei percorsi di 120 chilometri per chi viaggia da levante a ponente e di 70 chilometri nel senso inverso.
Lo studio stima che ogni giorno entravano o uscivano dal porto di Genova, prima del crollo Morandi, quattromila camion al giorno, mentre altri 31.500 viaggiano sul viadotto Polcevera in transito attraverso il nodo di Genova. Tenendo conto una perdita media di un'ora nei viaggi, nel primo caso il costo supplementare aggiuntivo è di 265.200 euro e nel secondo di 2,08 milioni di euro. Quindi, nei primi 56 giorni dopo il crollo, l'autotrasporto al servizio del porto ha già perso 14,8 milioni, mentre quello in transito hanno perso 116,4 milioni.
La ricerca spiega che "il crollo del ponte Morandi produrrà danni ingenti soprattutto nelle connessioni all'interno della circoscrizione nord-occidentale del Paese - ossia Bologna, Genova, Torino e Milano – e nelle relazioni terrestri estere con l'Europa occidentale e in misura rilevante, ma senza ombra di dubbio più contenuta, per quel che riguarda le connessioni del porto verso l'entroterra".