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24-05-2018 - “Lavoro a tempo indeterminato cerca giovani” AstraCuneo cerca soluzioni
Dalla Spagna alla Romania, passando per Francia ed Italia. Si sta esaurendo il serbatoio degli autisti professionali, un mestiere in via di estinzione, una categoria che rischia di non avere futuro. Perché?
Il problema è prima di tutto europeo, ma al contempo, fortemente italiano.


Soprattutto in Italia infatti nessuna scuola professionale riesce a diventare collante verso un ambito lavorativo troppo spesso sconosciuto e rispetto al quale si prova talvolta diffidenza e astio. Riuscire ad ottenere le certificazioni professionali e la patente di guida è costoso e disincentivante. Inoltre la professione richiede sacrificio e rinunce, almeno inizialmente. Eppure al contempo, le soddisfazioni, non solo economiche e contrattuali, sono buone. Il mestiere del conducente è diventato infatti qualcosa di più del semplice trasporto di merci da un luogo ad un altro, ma richiede un’autentica professionalità: rispettare normative complesse, come quella sui tempi di guida e di riposo, rappresenta il simbolo di un lavoro che richiede cervello. Stringere il volante non basta!
Lo scorso ottobre, in occasione del Forum internazionale sull’autotrasporto di Cernobbio, il tema è stato approfondito ed al riguardo emblematiche sono state le parole di Armando Pugliese, direttore della logistica dell’azienda Italtrans: «Purtroppo in questi anni il mestiere di autista ha perso di “appeal” e ci troviamo di fronte una preoccupante crisi vocazionale. I giovani, probabilmente anche a causa della qualità della vita dell’autista che, fra turni festivi e soste notturne nelle piazzole autostradali, comporta certo dei sacrifici, rifiutano il lavoro, anche se si tratta di un posto stabile.” Ed è proprio questo il punto, la maggior parte dei contratti nel settore sono a tempo indeterminato, eppure forse anche per una scarsa educazione alla conoscenza del settore, i giovani interessati a fare l’autista sono pochissimi.
In Germania, è notizia di qualche giorno fa, mancano 45 mila camionisti e ogni anno vanno in pensione circa 30 mila, contro sedicimila nuovi autisti. Il settore rischia presto il collasso, mentre le imprese tedesche di trasporto rimpiangono ancora il tempo del servizio militare obbligatorio: dopo la leva, migliaia di giovani avevano la patente per guidare camion. Ancor oggi, un quinto dei camionisti in servizio è stato addestrato dall'esercito.
In Francia Una serie di inchieste portate a termine dal MEDEF, il Movimento delle Imprese, ha dimostrato che il problema ha raggiunto ormai cifre considerevoli: al momento attuale nel settore si riscontra una mancanza di personale impiegato che raggiunge cifre importanti. Sono almeno 22.000 i posti di lavoro immediatamente disponibili, di cui oltre 16.000 per gli autisti di veicoli pesanti. Da lungo tempo la Francia ha intrapreso una lotta contro il dumping sociale, che ha portato di recente il presidente Emmanuel Macron a lanciare una nuova iniziativa, la piattaforma Tremplin che si propone di risolvere proprio questo problema permettendo sia alle aziende che agli autisti di inserire la propria offerta o candidatura. Ciò nonostante, l’età media degli autisti francesi continua as esse avanzata, superando i 50 anni.
L'associazione britannica degli autotrasportatori FTA e quella degli operatori dei trasporti su strada RHA denunciavano, già due anni fa, la grave crisi del settore a causa della mancanza di camionisti. I dati diffusi da Freight Transport e Road Haulage Association erano già all’epoca preoccupanti: il settore era alla ricerca di circa 45mila autisti, cui se ne aggiungevano altri 40mila per sostituire chi avrebbe abbandonato la professione nel 2017. La RHA per incentivare l'inizio di una nuovo percorso lavorativo, aveva promosso un concorso per giovani in modo da consentire al vincitore di usufruire gratuitamente di una formazione completa ed ottenere la qualifica di autista per mezzi pesanti e successivamente scegliere tra un lavoro a tempo indeterminato con stipendio fisso e garantito, oppure un lavoro a chiamata tramite agenzia, per acquisire maggiori competenze ed esperienze. Si trattò però di un’iniziativa isolata che non ha avuto molto seguito.

Ma è un problema, udite udite, anche negli Stati Uniti d’America dove è carestia, di camionisti. L’industria dei truck non è mai stata così richiesta, perché l’economia interna tira ea forza di ordinare tutto su Amazon, poi qualcuno le cose te le deve pure recapitare acasa. Così di camionisti non se ne trovano abbastanza, e i giovani non ne vogliono sapere nemmeno negli States.
Quindi, quello della mancanza di autisti professionali, è un ostacolo serio e diffuso per il settore dei trasporti. Proviamo allora a cominciare a darci delle risposte e a trovare delle soluzioni. E lo facciamo da Cuneo, dalla sede dell’Astra – Associazione Trasportatori. Appuntamento al 9 giugno 2018 ore 16.30 per l’incontro e dibattito “Lavoro a tempo indeterminato cerca giovani”.